ADVERTENCIA + NOTA DEL EQ-GC :

Arriba : Foto de Gustavo FARES > GUILLERMO CUELLO TRABAJANDO EN DAURA MUSEUM / VA / USA .



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Este Blog contiene imágenes de desnudos artísticos, estéticos (no pornográficos). Se trata de modelos y performers trabajando en acciones específicas reconocidas en el Ambiente del Arte, Nacional e Internacional . No se recomienda a personas impresionables - y en el caso de menores - queda a disposición de sus padres juzgar, autorizar o no la visita al mismo, como al resto de blog asociados digitalmente con éste, a saber :















http://www.guillermocuello.blogspot.com/















(+ los de la Retrospectiva Digital " Cuerpos en Interfases")















&















http://www.gcequipo.blogspot.com/ (Blog I - INICIO )















y















Los blog señalados en la sidebar.























NOTA : se recomienda a los alumnos, utilizar el buscador interno de este blog, para estudiar temas como Técnicas Mixtas ; el Oleo ; el Acrílico ; la Forma etc. , o ingresar por NOTAS - APUNTES + "Entradas Antiguas" .















MUCHAS GRACIAS POR SU ATENCION.







BLA...BLA...BLA...

BLA...BLA...BLA...
by MARU MARCHESOTTI


18.3.09


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COLONIA / GALERIAS ´09


Aussereuropäische Kunst Dierking (Cologne), Baukunst (Cologne), Beck & Eggeling (Duesseldorf), Benden (Cologne), Berinson (Berlin), Berlin (Berlin), Boisserée (Cologne), Valerie Carberry (Chicago), Johannes Faber (Vienna), Fahnemann (Berlin), Fischer Kunsthandel & Edition (Berlin), Forsblom (Helsinki), Française (Munich), Klaus Gerrit Friese (Stuttgart), Wolfgang Gmyrek (Duesseldorf), Grossetti Arte Contemporanea (Milan), Haas (Zurich/Berlin), Hachmeister (Muenster), Marianne Hennemann (Bonn), Henze & Ketterer (Wichtrach/ Bern), Ernst Hilger (Vienna), Hoffmann (Friedberg), Jaski Art (Amsterdam), Annely Juda Fine Art (London), Koch (Hannover), Dorothea van der Koelen (Mainz/ Venice), Lahumière (Paris), Leo.Coppi (Berlin) , Levy (Hamburg), Löhrl (Moenchengladbach), Marie-José van de Loo (Munich), Ludorff (Duesseldorf), Jörg Maaß Kunsthandel (Berlin), Maulberger (Munich), Hans Mayer (Duesseldorf), Hubertus Melsheimer (Cologne), Laurence Miller (New York), Galerie Moderne (Silkeborg), Neher (Essen), Georg Nothelfer (Berlin), Orangerie-Reinz (Cologne), Priska Pasquer (Cologne), Remmert und Barth (Duesseldorf), Rieder (Munich), J.P. Ritsch-Fisch (Strassburg), Margarete Roeder (New York), Sage (Paris), Salis & Vertes (Salzburg /St. Moritz /Zurich), Schlichtenmaier (Grafenau/Stuttgart), Schönewald Fine Arts (Duesseldorf), Schwarzer (Duesseldorf), Simonis (Duesseldorf), Springer + Winckler (Berlin), Edition Staeck (Heidelberg), Walter Storms (Munich), Hans Strelow (Duesseldorf), Taguchi Fine Art (Tokyo), Galerie Thomas (Munich), Utermann (Dortmund), Edith Wahlandt (Stuttgart), Michael Werner (Cologne /New York), Thomas Zander (Cologne), Zellermayer (Berlin).



17.3.09


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Progetto concomitante con la Fiera del Libro di Torino



In allegato invito in italiano e versione in inglese
Progetto generale scheda info sulla MailArt
Ringraziamo gli amici che collaborano alla diffusione
e ci scusiamo per eventuali invii multipli.

Marisa Cortese per SIVIERA



http://www.chenli.it/workshop08.html
http://www.siviera.it

http://www.giuseppecirigliano.it/FDA_illustrazioni_cortese.html


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Allegato A

Si parla di MailArt cioè arte postale, dando per scontato che lo spettatore sappia di che cosa si stia parlando.
In realtà la storia, ormai più che ventennale della MailArt, non è conosciuta dai più.
Cos’è dunque la MailArt ?

Si tratta, in concreto, dell’ uso di mezzi comunicativi postali con i quali si creano eventi ed elaborati artistici.
Già i futuristi e i dadaisti , avevano progettato cartoline postali o usato la corrispondenza in modo creativo , ma questo restava pur sempre un mezzo occasionale del tutto marginale della loro attività artistica.

Negli anni 60/70, con l’affermarsi in campo artistico delle sperimentazioni multimediali e le ricerche concettuali, che previlegiavano il processo creativo al manufatto tradizionale, emersero alcuni operatori che lavoravano con continuità sul mezzo postale.

E’ il caso di FLUXUS, che per mantenere i contatti con gli affiliati sparsi nel mondo, produssero una serie di cartoline, timbri, e francobolli originali i Flux Post Kit, creati da Robert Watts, Ben Vautier, Ditier Rot, Ken Friedman, Ben Patterson, e altri .


Nel lavoro dei Fluxus, costretti com’erano ad adattarsi ai formati e alle dimensioni standar del comunicare, interveniva una riduzione netta nel momento fisico- oggettuale, quindi tendenzialmente opposti a all‘ happening.
In effetti le attività riconosciute e prevalentemente realizzate ponevano l’accento sui valori e sugli aspetti, appunto, fluenti, impalpabili e affidabili a poche tracce materiali quali pensare, scrivere, comportarsi , dare istruzioni, fare suoni e musica, fare silenzio, USARE LA POSTA.


L’artista collegato a Fluxus che maggiormente si distinse per l’uso trasgressivo della posta,
fu lo statunitense RAY JHONSON, citato da molti come il vero padre della MAIL-ART.
Ray Jhonson fu anche il primo a coinvolgere importanti musei nell’allestimento di esposizioni di MailArt, sia che si trattasse delle proprie opere, oppure dei manufatti ricevuti nell’esercizio di quello che egli battezzò ironicamente “New York Corrispondence Scool”
L’arte postale Europea, ha preso piede prima in Francia e successivamente in Gran Bretagna, grazie alle esposizioni di MailArt di Parigi 1971 e della Biennale di San Paolo in Brasile del 1981 e si diffuse successivamente a macchia d’olio pressochè in tutti gli altri paesi.


Alcuni dei maggiori archivi funzionano anche da centri di diffusionie di notizie mailartistiche.
La strategia della rete postale Networking, viene attualmente adottata da un numero sempre crescente di operatori non solo negli USA e in Europa , ma anche in Asia , in Australia , in Africa, e nei paesi dell’Est.
L’attuale esposizione di MailArt è ovviamente la sola presentazione di documentazione a posteriori di un processo che, nella sua forma più autentica, avviene in maniera privata e sotterranea, con progetti che si intrecciano quotidianamente fra i singoli e i gruppi più o meno numerosi di Mailartisti.
Non è un caso che la MailArt ha intessuto rapporti con alcune forme emarginate di espressioni artistiche quali, la poesia visiva-visuale, la copy art, la fax-art, la performance , ecc
I mailartisti cercano spazio e alleati nelle aree a loro spiritualmente più affini, ovvero quelle culture giovanili che hanno mantenuto l’ attitudine alla ricerca interdisciplinare.
Essi sono artisti e dunque abituati a lavorare sull’immagine e sull’immaginario.


16.3.09


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BECAS DE ARTE FUNDACIÓN MARCELINO BOTÍN


La Fundación Marcelino Botín,
institución española creada en 1964, acaba de abrir una nueva convocatoria
de Becas de Artes Plásticas.

En breve abrirá la del Taller, dirigido en 2009 por Jannis Kounellis.

Las Becas de Artes Plásticas son ayudas para formación,
investigación o proyectos personales que se cierran
con la organización de una exposición en Santander y la edición de un catálogo.

La convocatoria está abierta a personas de cualquier nacionalidad con el único límite de tener entre 23 y 40 años para las becas de formación.

El plazo para presentar solicitudes finaliza el 8 de mayo de 2009.



Las bases completas de esta convocatoria,
así como la ficha para acompañar las solicitudes, están en :
http://www.fundacionmbotin.org/





12.3.09


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Por este medio remitimos a todos los docentes del IUNA,

este comunicado de la CONEAU para presentarse en la convocatoria de incentivos 2009.

Saludos cordiales, IUNA - Rectorado



Estimada/o Docente Investigador:

En este mail le enviamos el link de descarga de la actualización de la Ficha Docente CONEAU - Incentivos (Revisión 5) que resuelve los siguientes incovenientes:

-Mejoras: Ampliación de la compatibilidad con los sistemas operativos Windows 98 SE,
Windows ME y Windows Vista.
-Correcciones:Correciones generales de la ficha y la impresión de Incentivos.
El link, ya sea para cargar por primera vez, o para actualizar la Ficha Docente
CONEAU-INCENTIVOS que se encuentra cargando,

es:

www.coneau.gob.ar

Descargue (guardar) la aplicación a su disco local y luego ejecútela. Siga los pasos de instalación.

Para ello debe tener todos los programas de Windows cerrados.

Tampoco debe desinstalar nada previamente, dado que al tratarse de actualizaciones, los archivos viejos de sistema son reemplazados por los nuevos, evitando así cualquier pérdida de información ya que el sector de datos queda intacto.

Importante:

De acuerdo con el Art. 18 del Manual de Procedimientos, si usted solicita la categoría V en esta convocatoria debe llenar el punto 3 (cargo docente) del formulario de categorización aunque no tenga antiguedad en el cargo.

Les recomendamos chequear periódicamente, la página del Programa de Incentivos y la de su Institución Universitaria para conocer las últimas novedades de la Convocatoria.

El link es:

http://www.me.gov.ar/spu/guia_tematica/incentivos/

Esta dirección de Mesa de Ayuda es específica para consultas técnicas informáticas de la Ficha Docente CONEAU - Incentivos.

Para consultas sobre contenidos, procesos y normativa de la categorización debe dirigirse a :

sistince@me.gov.ar

Por cualquier inconveniente no dude en comunicarse.

CONEAU - Equipo de Sistemas

fichadocenteci@coneau.gob.ar

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6.3.09


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From:

Lakeside




info@lakeside.vb.it


Corso pratico : "Giocando col Colore" alla Galleria Lakeside


Aria di primavera finalmente,
la Galleria Lakeside si risveglia con un nuovo corso creativo.
Questa volta sul colore e organizzato da Marisa Cortese.
A breve ulteriori notizie con un programma espositivo davvero ricco e interessante.

ringrazio chi volesse collaborare diffondendo la notizia

Per info 3334474331
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26.2.09


RECORRIDO / PARCOURS

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( Data breve para una visita)



¿Qué ver , transitar y confrontar en El Prado ?

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Primero : respetar la propia sensación.

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- La historia a contar / La formatividad de la no-historia presentada.

- La modulación en los planos de color / La desarticulación del modelado en los cuerpos y las figuras con la respectiva desaturación del color (proceso inverso al de Rembrandt).

- Exploración : Rembrandt – Goya – Velázquez , y volver a Bacon.

- Diferenciar la puesta en escena teatral (Bacon) , de la secuencia cinematográfica (Picasso – Guernica , en el Reina Sofía ) .


- Observar “ la memoria involuntaria “ .

- Confrontar los niveles :

Sensación / Percepción.

Vibración / Resonancia

“La caja segura del Renacimiento” / La distancia del espectador.

Lo Figurativo / Lo Figural (Lyotard – Deleuze ) .

Sincretismos : los diferentes y complejos espacios que interactúan entre sí.

- Ver “Las Leyes del Tríptico” .

- Establecer las diferencias respecto de los trípticos clásicos basados en las espacialidades :

Cielo – Tierra – Infierno.

- Divisar el concepto de diagrama.

- El aislamiento de la figura.

- El cuerpo des-organizado : el cuerpo de lo histérico.

- La carne como sostén del significante cuerpo y el cuerpo caído a los niveles de la mera carnalidad.

- La “Matter of Fact.” en el marco de las propuestas del “Empirismo Superior” .

- Asociar lo Figural en Bacon con “El Entierro del Conde de Orgaz” de El Greco (Toledo).

- + Asociaciones : Bacon / John Russel / Proust .




(…) Et c`est cela, le principe des triptyques : le maximum d ´unité de lumière et de couleur, pour le maximum de division des Figures. Telle était la leçon de Rembrandt : c ´est la lumière qui engendre les personnages rythmiques. C ´est pourquoi le corps de la Figure traverse trois niveaux de forces qui culminent avec le triptyque. Il y a d ´abord le fait de la Figure, quand le corps se trouve soumis aux forces d ´isolation, de déformation et de dissipation. Puis une première " matter of fact " , quand deux Figures se trovent prises sur le même fait,
c `est-à-dire quand le corps est en proie à la force d ´accouplement, force mélodique. Puis enfin le triptyque : c `est la séparation des corps dans
l ` universelle lumière, dans l ` universelle couleur, qui devient le fait commun des Figures,
leur être rythmique, seconde "matter of fact" ou Réunion qui sépare. Une réunion sépare les Figures, elle sépare les couleurs, c èst la lumière. Les êtres-Figures se séparent en tombant dans la lumière noire. Les couleurs-aplats se séparent en tombant dans la lumière blanche. Tout devient aérien dans ces triptyques de lumière, la séparation même est dans les airs. Le temps n´est plus dans le chromatisme des corps, il est passé dans une éternité monochromatique. C ´est un inmense espace-temps qui réunit toutes choses, mais en introduisant entre elles les distances d ´un Sahara, les siècles d ´un Aiôn : le triptyque et ses panneaux séparés. Le triptyque, en ce sens, est bien une manière de dépasser la peinture de " chevalet " ; les trois tableaux restent séparés, mais ils ne sont plus isolés ; le cadre ou les bords d ´un tableau renvoient, non plus à l `unité limitative de chacun, mais à l ´unité distributive des trois. Et finalement, chez Bacon, il n ´y a que des triptyques : même les tableaux isolés sont, plus ou moins visiblement, composés comme des triptyques.


GILLES DELEUZE / FRANCIS BACON / LOGIQUE DE LA SENSATION
X – NOTE : QU`EST-CE QU´UN TRIPTYQUE ?
La Vue le Texte / aux éditions de la différence / Pág. 56 / Mariogros – Torino – 06/96

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Proyecto : S.A.C. – Blog / NIVEL III /09 .




20.2.09


RIAA

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RIAA es una residencia de arte de dos semanas en el que un grupo de aproximadamente veinte artistas del país y del exterior se encuentran en un lugar distinto del habitual.
La residencia comienza con presentaciones audiovisuales de los artistas invitados en Buenos Aires, y culmina en una tarde abierta de exhibición fuera de la ciudad. RIAA promueve el diálogo y las colaboraciones entre artistas, haciendo énfasis en el intercambio de información y conocimientos dentro de un ámbito grupal.
Presentaciones audiovisuales de los artistas invitados 9 y 10 de Marzo de 15:00 a 20:00 horas (intervalo de 17:00 a 17:30)
Esta actividad es gratuita y abierta a todo públicoCCEBA, Centro Cultural de España en Buenos AiresParaná 1159, Ciudad de Buenos Aires.
Lunes 9 de marzo15:00 Leopoldo Estol (Buenos Aires)15:30 Daniel Medina (Venezuela)16:00 Christine Mackey (Irlanda)16:30 Andrea Elías (Tucumán)17:00 Intervalo17:30 John Stoney (EEUU)18:00 Terence Gower (Canadá)18:30 Leslie Johnson (Suecia)19:00 Leandro Katz (Buenos Aires)19:30 Ana Gallardo (Rosario, Santa Fe)Martes 10 de marzo15:00 Laura Glusman (Rosario, Santa Fe)15:30 Omar Puebla (Ecuador)16:00 Catalina León (Buenos Aires)16:30 Yukie Hori (Brasil)17:00 Intervalo17:30 Sebastián Gordín (Buenos Aires)18:00 Luz María Bedoya (Perú)18:30 Cristián Silva (Chile)19:00 Julio Grinblatt (Buenos Aires, vive en NY)19:30 Dómenec (España)

CRONOGRAMA GENERAL DEL PROYECTO ●
9 y 10 de Marzo Presentaciones audiovisuales de los artistas participantes. Centro Cultural de España en Buenos Aires, Calle Paraná 1159. ●
Del 11 al 21 de Marzo Los artistas trabajan en Ostende, Pinamar.●
21 de marzoTarde abierta para visitar a los artistas y ver obras realizadas. Viejo Hotel Ostende, Av. Biarritz esquina Cairo, Ostende, Pinamar.

COLABORADORES Y SPONSORS DE RIAA 2009 RIAA es un proyecto independiente gestionado por artistas que ha sido posible gracias a la ayuda de diversas entidades públicas y privadas entre las que se encuentran:
American Center Foundation,
Basso Brovelli Agencia de Ideas,
Beca AMA (Chile),
Bodegas Chandon,
Centro Cultural Recoleta,
Estar del Centro Cultural Recoleta,
Centro Cultural de España en Buenos Aires (CCEBA),
Centro Cultural de España en Lima (CCE),
Centro Cultural São Paulo (CCSP),
Asociación de Amigos del Centro Cultural São Paulo (AACCSP),
Centro Cultural de España en São Paulo (CCESP),
Asociación de Amigos del Centro Cultural da España en São Paulo (AECID),
Culture Ireland,
Leitrim County Council Arts Office, Roscommon (Ireland),
Centro de Estudios Argentino-Canadiense de Buenos Aires (CEAC),
Embajada de Canadá,
Embajada de España,
Espacio Tucumán,
Espacio Fundación Telefónica de Argentina,
Estudio Mazzocchi de traducción e interpretación,
Fundación Cisneros/Colección Patricia Phelps de Cisneros,
Fundación START,
Grupo Plaza,
Grupo Gastronómico de Buenos Aires,
Ministerio de Cultura del Ecuador,
Municipalidad de Pinamar,
Revista ramona,
Tranvía Cero (Ecuador),
Triangle Art Trust de Inglaterra,
University of Texas at Austin,
Valand School of Fine Arts - University of Gothenburg,
Viejo Hotel Ostende,
Galería de arte Daniel Abate,
Galería Ruth Benzacar,
Faría Fábregas Galería (Caracas),
Henrique Faría Fine Art (New York),
coleccionistas y otros colaboradores particulares.

INFORMES Y CONSULTAS info@proyectoriaa.org
Tel 15 5114 4576 (+54911- 5114 4576) www.proyectoriaa.org
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16.2.09


> IN < / 12.09


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Quel est l ´instrument qui lui permit d ´ éviter l ´écueil
d ´un humanisme fondé sur le principe épistémologique
de la transparence lumineuse, qui attribue au sujet connaissant
la maîtrise sur l ´objet vu, identifié et connu ?
En d ´autres termes comment a-t-il pu retrouver
un apparaître du payssage de Lappland, comme
Cézanne un apparaître de la Montagne Sainte-Victoire ?


Richard Miller en : Lindström ,
« l ´origine et son expression «
Magermans / Belgique.
(En la Portada : « Odin » , por Bengt Lindström)





Una posible respuesta sería recordar que el que sabía pintar era Odin. O al menos era el que disponía de los instrumentos que conducían a la Pintura ya que, según las dos series de poemas de los Edda, era el único capaz de responder a la pregunta: ¿sabes cómo pintar? .

La otra respuesta posible sería considerar cuánto de Odin atravesó el cuerpo del Maestro sueco, es decir, cuánto de la fuerza mítica originaria se hizo carne en él y acto seguido en su obra , y si el pensamiento mítico se materializa de tanto en tanto a la hora de cuestionarse aquello que es la significación. (1)

Si Cézanne logró “el cómo es “ y no tanto “ el cómo se nos presenta” , aquí aparece un mediador-intérprete “tuerto” que nos conduce a divagar, aun en nuestros días, sobre la potencialidad de una visión que resiste la espectacularidad de lo pasajero tecno-kinético: cómo lo veo o lo fijo en el tiempo a través de la materia y el gesto que es siempre cuerpo y tiempo.

El Maestro chileno Matta enseñó a hacer ver, es decir a acceder a LA VISION, con los ojos cerrados. No es en vano recordar que, “ Las Periferias “ , con cristianizaciones tardías e incompletas, no se parecen entre sí. La pérdida del ojo físico en Escandinavia, no es lo mismo que un simple cerrar de ojos en un fiordo del sur, asunto menos sangriento, menos brutal.
Las necesarias diferencias entre alteridades son el principio de aquello que realmente es interesante, es decir, la diversidad, tanto como las sutilezas de las analogías. La confrontación es inevitable, pero también es lo que nos enriquece si aprendemos a sumar y no a restar de una buena vez.

( Quizás debamos dedicar una “Clase Magistral de Taller“ a re-centrar la muy mediatizada y taquillera “pérdida de sentido” - si es re-centrable - , lo que conlleva de algún modo un extravío del “significado” para siempre jamás si también fuera posible algo así, o sea, algo más completo que una “modesta entrada a medias cyber-reflexionada al blog” . Quedará para el transcurso de la cursada . . . )


Sucede también que algunos “comunicadores” en nuestro medio suponían que a la época pre-establecida de la “trasgresión”, seguiría un período de no más de diez minutos a lo Warhol, dedicado a “lo grotesco y lo vulgar” o a un neo-grotesque. No fue así, mal que les pese a algunos incrédulos consumidores.
Sofisticación obliga , había que dedicar “espacios nuevos” a una nueva uniformidad y utilitarismo.

Siendo breve y acotado , podríamos aventurar no sin cierta capacidad e ironía “para el reduccionismo sintético” ( a más de brutal ) que, para un Kusch, la “pérdida de sentido” (como la del significado de nuestra existencia, si quieren agregar apenas sal y pimienta a la cosa) está directa y proporcionalmente relacionada a la proliferación de objetos y gadgets sin manual de uso y aplicaciones (“con” es más complicado aún …) en el marco de lo que él denominaba “El Patio de los Objetos” , y no tanto a la causalidad de corte cientificista y los efectos indeseados. En tales circunstancias, el hombre no puede re-constituirse. (2)

A esto hay que “aderezarle” la diferencia de buceo y capacidad de profundidad dedicada por distintos autores y sus respectivos discursos como para llegar a una suerte de estadio de “negación de la Modernidad” y, si afinamos la cuestión, sería al estilo Nietzsche (sin cuerpo) , con un Foucault (absorbiéndolo) , o a modo de la angustia de un Marshall Berman, como para tener al alcance de la mano una arista pensante procedente de los mal llamados “Países Centrales“, donde estos asuntos son más fáciles de definir, de estudiar, concretar o simplemente, comprender.
Nada de esto último hubiera sido posible sin el “tiempo burgués” bien ganado, como máximo logro no del tiempo perdido (seamos positivos) sino como la forma de la conquista del tiempo recuperado, tema que hoy está en crisis y es visible en los círculos del mundo que accedieron
a “ lo glocal “ . En cambio, “Las Periferias”, en apariencia condenadas a estar haciéndose a sí mismas permanentemente desde cierta óptica, con sus cruces tardías o sus medioevos demasiado tempranos y peor resueltos, presentaban otras preocupaciones, tendencias, modas y estilos, menos tribales. Digamos, visto “desde arriba”: exhibiendo obscena y hasta casi “corporativamente“ sus “ barbaries “ .
Muerto ya, finiquitado definitivamente para siempre uno de los “mitos burgueses “(e ideales) como el del “Progreso Ilimitado” (por ej. “ La Ecología”, una “categoría” que entraría bien y de lleno en esto una vez transformada en industria), no quedó más espacio que para aquel dedicado a las “tribus contaminantes” que configuran la “alteridad”, respecto del endeble sujeto bienpensante, des-centrado ahora (o, que yo sepa, desde fines de los ´70 al menos, y esto no es una primicia de último momento, claro está).
Pero ¿qué dicen “los marginales“? Nada de lo que se supuso, pueda re-oxigenar ciertas alicaídas huestes de los dominantes. Es, más bien, casi a la inversa. Los desposeídos no hicieron ni elaboraron ningún plan específico, sino que se dedicaron a construir sin proponérselo (ni con mediada estrategia gubernamental o de ONGs) su propia inercia extramuros, al mejor estilo Cioran, para caer en definitiva -y sin gracia alguna- sobre cualquier cosa que encontraran a su paso.

Esto despista por demás a los mejores críticos de arte o curadores actuales de exposiciones (el Tercer Mundo en el Primero y el Primero en el Tercero zanjando claras diferencias en sus respectivos sitios, no son más que conceptos “crudos y/o cocidos” de los ´80 acentuados hoy día). Reprimir tal inercia es tan burdo (y redituable), como reprimir el olfato (el principal de los sentidos ajusticiados por el universo de lo que entendamos “Occidental es “).

Ahora bien, como de la plasticidad de ciertos aromas se trata, traigo como “evocación” la imagen de alguien que no trabajó la caricatura, que podría significar una dimensión “universal” (como mero producto local de Occidente) de tal o cual manera de ser o actuar en particular , con perfiles psicológicos bien definidos. Ese alguien tampoco abordó la imagen, la figura, la presencia de lo humano, empujándola hasta decir “¡basta!” y alcanzar el estadio del “monigote” o el “Grito” irreverente a lo Saura en su época (Noblesse Oblige : irreverente y no tanto, más bien hoy en día diríamos “reverente “ del grito per se . . . pero eso es ya otro tema ) .
El sueco Lindström trabajó la expresión como vehículo de la forma y, a partir de su interpretación plástica y conceptual, la llevó a buen puerto por otro canal, uno paralelo, a lo elaborado por Asjer Jörn como “Mito Mudo“, o sea el sitio donde el “verbo” si no es adosado a una imagen para configurar casi un logograma, nada tiene para “decir”. Si no hay verbo, hay materia, y no hay materia sin colores, valores, sonidos, gustos, olores y aromas.

Parafraseemos un rato :

“Una palabra vale mil imágenes”,

“Una imagen mil palabras“,

“Un olor, (sumando ) . . .

da algo así como dos mil imágenes y palabras“.


Hay que escuchar lo que sostuvo Alechinsky :

“ Dos toneladas de color, la mitad en la tela, la otra mitad al Diablo “ .

Aquí en algún sitio también, orillamos a Kirchner , Kokoschka, Rottluff o Schiele en su viejo y agitado mar Expresionista, cada vez que de trazar un puente (Die Brücke) se trata, entre lo cultural y lo natural. El citado puente, el nietzscheano de los jóvenes estudiantes de arquitectura-artistas alemanes, configuró en su época algo caro a la identidad de la cultura germánica de entonces y era buscar unir / confrontar el lazo entre “lo real y lo natural”, “lo público y lo privado”, entre “Lo Estatal y las Corporaciones” y quizás entre “lo ideal y lo concreto materializable – posible“, que parecieran estar en la base de una tensión dialéctica aún vigente y poco explorada ya por “descartable”. Esto, entre otras cosas no menores. (3)

Como sea, ( o “ como mejor lo disfruten” ) , la diferencia entre la mirada del sueco (más cercano en el tiempo a nosotros que los del “Puente” de la primer camada del ´05 al ´10) es que aquí no se propone una proyección deliberada, consciente o inconsciente, de la psicología del autor frente a su “modelo” ni necesariamente se produce un reflejo especular en el otro sentido. Estamos ante algo “pre o post freudiano“, y a la vez “pre o post heideggeriano“.

Si nos salimos de allí, “la cosa“ en cierto sentido, es más “nuestra”, quiero decir, de colores, de materias, de texturas, es más cercana. Se trata de la materia, el color y sus densidades. Permite indagar la presencia humana, y atravesar el tamiz, el velo, que existe entre el objeto, el tema y el artista con su quehacer. Todo lleva a definir una imagen obviamente.
Dicho de otro modo, si nos plantamos frente al Nahuel Huapí, o estamos en la pampa o en Tilcara, y no nos abocamos a fabricar postales seriadas, dedicadas a los turistas para tratar de llegar a fin de mes, veremos quizás “un paisaje X “ . . . ¿Un paisaje? “¡No señor: eso es el rostro de la montaña!” (nos guiará en la empresa, un niñito lugareño).

Un rostro, la masa de una cabeza, casi un “retrato” que dependerá de la libertad con la cual se encare la aprehensión de ese instante inesperado y fugaz, pero siempre mágico. Se criticará, claro, haber abandonado la temporalidad lineal-unidireccional de la cruz, al regresar en cierto modo al tiempo circular, pero …¿es tan circular? ¿Habremos entendido?¿ No es más bien, digamos, “espiralado”?.

(No siempre hay que ver un círculo de frente, quizás de costado, nos diga otra cosa).

Pareciera que ese instante es a la vez espacio, o sea, sitio, donde el pensamiento mítico se hace presente a pesar de nosotros, de nuestra “avanzada cultura” que siempre deja al indio “lejos” (y no tanto, a las espaldas, por las dudas), a pesar del “doble apellido” a ostentar, porque en el fondo, se sabe que también estamos hechos y llenos de “cosmos”.

Si en la vieja Escandinavia Tyr y Garmr se anulan, si Heimdallr y Loki se destruirán mutuamente, lo que podemos imaginar siguiendo a Thor, es que ellos presuponían o sabían en sus respectivas urgencias cósmicas, que existirá en algún sitio una “caída” de Asgard.
Un final, un hundimiento… o un mero problema genético-hormonal?
¿Acaso regido por el Cosmos y escrito en nuestros cuerpos?

(Demasiada pregunta para un verano con tanta sequía) .

Podremos solidarizarnos con la lucha de uno u otro, podremos tomar partido quizás por alguna causa noble. No sé si negociaríamos un ojo como Odin ante Mimar, para que finalmente, tuerto, pueda ver y alcanzar cierto saber (“el pintor subjetivo es tuerto, pero el objetivo es ciego“ Rouault dixit).
Me parece que “los indios” según me contaron (no todos, pero algunos de por acá), cierran los dos ojos a la vez sin necesidad de negociar nada con nadie (menos, manifestar crueldad), y te dicen al modo de Matta, reitero:

“Vení que te hago ver con los ojos cerrados.”


Es la hora “del Ragnarök“ para esta entrada.






(1) C. Lévi-Strauss, La Potière Jalouse, Paris, 1985.

(2) Repasar : América Profunda + El Pensamiento Indígena y Popular en América (Rodolfo Kusch).

(3) Ver : Ernst L. Kirchner / Wolf-Dieter Dube, Diario del Expresionismo, Ginebra, 1983.




Adriana MARINO

Laura MASSONI

Vick RAFFAELE

Tanguita VELÁZQUEZ

Gaby MATEO

CATALINA CHERVIN

Patricia BRAVO

VÍCTOR CHACÓN - FERREY

GUSTAVO FARES

Jorge GÓMEZ-RESTREPO

GUILLERMO CUELLO